La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
11 luglio 2021, XV Domenica del Tempo Ordinario. – Anno B
“… Francesco e povertà, per questi amanti…”
Quello del titolo è un verso famoso di Dante nel canto che esalta appunto le “nozze” tra Francesco d’Assisi e “madonna povertà” (Paradiso, canto XI, verso 74). E certo a san Francesco deve essere stato caro e di forte ispirazione il brano del Vangelo (Marco 6, 7-13) che la liturgia ci propone in questa domenica. Semplicità, povertà, niente sfoggi, senza pretese, accoglienti e a servizio delle sofferenze delle persone… Dante Alighieri ne ha esaltato le virtù e la vita nel canto XI del Paradiso. Francesco e povertà erano come due amanti che si erano ritrovati dopo secoli dalla morte del primo marito (v. 64), cioè del Signore Gesù. Mi è passata per la testa poi colorata dallo spirito la sensazione che forse il rinnovamento della Chiesa è proprio qui. Non ce lo ricorda, del resto, anche Benedetto da Norcia del quale in questa domenica cade la memoria liturgica? In questo, non nelle cerimonie o nelle orazioni o nell’assicurarsi fette di potere e controllo.
Mi permetto di entrare in questo difficile discorso, considerando cosa succede nel mondo e nella Chiesa, anche se io non riuscirei a vivere lo spirito di San Francesco. Sento però che la comunità dei fedeli, piccola o grande che sia, ma probabilmente piccola… (il piccolo gregge in Lc 12.32), questa comunità piccola riceve il compito difficile di liberarsi di tutto o di accettare di trovarsi libera da tutto e guardare oltre: “Non temete piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto dare a voi il Regno. Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina, fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché dove è il vostro tesoro là sarà anche il vostro cuore…” (Luca 12:32…). Mi fermo perché ogni commento rischia di annacquare la profondità del messaggio. Ho già detto che non sarei capace di vivere questo invito del Signore vissuto da Francesco e che un altro Francesco sta cercando di far capire alla Chiesa. Almeno però pensiamoci. Ci aiuta a capire dove ha origine la vera crisi della Chiesa e dove sarebbe il cammino per riprendere il cammino.
