Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

 

 

 

25 settembre 2022, XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

“C’era un uomo ricco che indossava vestiti di porpora e ogni giorno si dava a lauti banchetti”

“Un povero stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi”

“Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo”

“Morì anche il ricco e fu sepolto” Lc, 16, 19-31)

  • XXVI Domenica del Tempo Ordinario – Anno C Sosta e Ripresa

Questa parabola ci mette di fronte a due condizioni di vita opposte. Un uomo che ha risolto tutti i suoi problemi, sta bene. Un altro uomo che si trova in miseria e non ha neanche la forza di stare in piedi. C’è una ricchezza che rende insensibili e una povertà che è richiesta di aiuto e di comprensione.

Siamo tutti esposti alla tentazione di lasciarci assorbire dalle attività che portano ricchezza e diventare insensibili a coloro che si trovano in difficoltà di vita. Il ricco del Vangelo non fa male a nessuno ma soffre di una grande cecità, perché non riesce a vedere al di là delle sue ricchezze e dei vestiti. È solo pago di se stesso. Il senso della sua vita è aver tante ricchezze   e godersele.

L’invito che ci fa intendere Gesù e di essere e attenti ai fratelli che si trovano indigenti e bisognosi.  La nostra salvezza consiste in un cuore che non deve chiudersi al prossimo. L’atteggiamento che dove accompagnare la nostra attività deve essere aperto. Siamo inseriti in un “noi” che deve aver un peso significativo nella nostra attività. La nostra vita è feconda quando abbiamo presente l’ambiente in cui viviamo e ci impegniamo a renderlo migliore.

Noi non possiamo essere felici solo di ricchezze materiali perché in noi c’è uno spirito che ha bisogno di altri beni. Ci sono beni che danno spessore alla nostra vita e sono quelli che nascono dall’incontro con gli altri. La vera ricchezza della vita sono le persone con cui possiamo organizzare una rete di solidarietà e di promozione. Chi vive per sé non fa storia. Chi vive aperto agli altri si inserisce in quella catena umana che regge il mondo. Stiamo attenti a non cadere nella malattia dell’indifferenza e dell’egoismo.

L’aldi là? Si costruisce qui nel tempo, nell’impostare la nostra vita sentendoci figli di Dio, nel ringraziarlo sempre della sua presenza e dei suoi doni e nel sentici sempre partecipi delle vicende della comunità in cui siamo chiamati a spendere il nostro tempo. L’eternità si costruisce attraverso un quotidiano aperto e sensibile a tutti coloro che entrano a far parte del nostro cammino. Ogni essere umano ha la dignità di figlio di Dio e in tutti dobbiamo scoprire la presenza di questa regalità.

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