Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2 ottobre 2022, XXVII Domenica del Tempo Ordinario – Anno C

“Gli apostoli dissero al Signore: accresci in noi la fede” 

“Se aveste fede quanto un granello di senape”

“Anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato , dite: siamo servi inutili”.  Lc, 17, 5-10)

“Accresci in noi la fede, Signore”. È  la preghiera che dobbiamo rivolgere tante volte al Signore.

ph Laura Ciulli

Chiediamoci spesso: quanta fede abbiamo nella vita? La fede non è una idea di Dio che ha creato il mondo, oppure di un Dio che si è incarnato e che ci ha testimoniato la verità sull’uomo. La fede è la presenza di Gesù che mi ama e che accompagna sempre la mia vita. È Gesù risorto che illumina la nostra esistenza con la sua luce e con il suo amore infinito.

È un dono che scopriamo sempre più nella famigliarità con Gesù e la sua parola. Per questo dobbiamo pregare. Quando abbiamo questo “seme” nel cuore la vita cambia. Non siamo mai soli, ma siamo insieme al Figlio di Dio che vuole essere l’anima della nostra anima. Ecco perché Gesù ci dice che potremmo anche dire ad un gelso: sradicati e va a piantarti nel mare.  Non esistono azioni impossibili. É il più grande dono che possiamo aver. È il Dio con noi.

Come possiamo capire la misura della fede che è in noi? Gesù ci indica da cosa la possiamo comprendere: il tono del nostro servizio Se viviamo la vita con gli altri senza calcoli e pretese, ma rimettendoci completamente alla volontà di Dio.

É la gioia della gratuità. É la gioia di una risposta d’amore. Dio opera sempre con la sua presenza attraverso i fratelli. La nostra vita è sempre regolata dal rapporto che abbiamo con il prossimo.

Siamo sempre inserti in un “noi” da migliorare, da render più vivo, ma nell’amore e nella fecondità reciproca. Non dobbiamo aspettarci frutti o risultati secondo la nostra misura. Quando abbiamo messo il nostro impegno dobbiamo abbandonarci al progetto di Dio che è diverso da quello che può aver motivato la nostra azione.

Dio dona sempre con gratuità e abbondanza, superando quello che noi facciamo per Lui. Non è un Dio che sottovaluta quello che facciamo. Siamo noi che ci sopravvalutiamo e quindi pretendiamo. Gesù ci avverte che siamo servi inutili perché comprendiamo che la vita è dono e non proprietà, e deve diventare dono e servizio per gli altri a imitazione sua. Siamo salvati gratuitamente dall’amore di Dio. Per questo occorre fede.

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