Spezzare la Parola, pH Laura Ciulli

La partecipazione alla Messa resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia festiva, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica. In questo anno liturgico (A) incentrato soprattutto sul Vangelo di Matteo,

Padre Ubaldo Terrinoni pH Laura Ciulli
Padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp

ci guida e ci accompagna in questo cammino padre Ubaldo Terrinoni OFM Capp da tempo firma importante e preziosa di Sosta e Ripresa, al quale la Direzione esprime gratitudine per questo ulteriore servizio.

Domenica 15 ottobre 2023, XXXIX domenica del tempo ordinario – Anno A

UN TRANELLO PER GESU’ Mt 22, 15-21

Gesù, pH Laura Ciulli

Farisei, sadducei ed erodiani si ritrovano uniti nella speranza di prendere al laccio Gesù portandolo sul terreno infido della politica e sperando che compia un passo falso. Un suo assenso o un rifiuto alla domanda che gli pongono, avrebbe potuto scatenare una ribellione furiosa della gente o una reazione risentita delle autorità romane: “È lecito o no pagare il tributo a Cesare?”. La Palestina era vassalla di Roma e. in segno di sudditanza,  era tenuta a pagare annualmente il tributo a Tiberio Cesare nella persona del governatore Ponzio Pilato.

Però questo tributo suscitava un grande problema di coscienza: il popolo d’Israele aveva Dio come unico vero sovrano, era perciò cosa indegna sottomettersi a un’autorità straniera, per giunta, pagana, e pagare il tributo. Anzi un manipolo di fanatici palestinesi, detto degli zeloti, era disposto a ribellarsi a mano armata, dato che considerava il tributo come un reato di lesa maestà divina, e quindi come un vero peccato contro il primo comandamento. Gesù, nel rispondere, sceglie e segue un autentico capolavoro di diplomazia: chiede di osservare la moneta del tributo con l’effigie dell’imperatore. Per un pio giudeo era insopportabile notare quella effigie. Ebbene Gesù dà una saggia soluzione: “rendere a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”.

Egli offre una scala di valori da vivere e osservare: dunque un fermo “no” all’anarchia che nega precisi doveri dell’uomo; “no” al progetto di assolutizzare e divinizzare Cesare; “no” alla fuga dai doveri terreni col pretesto di voler dare tutto esclusivamente a Dio. Ma doveri sacrosanti nei confronti di Dio e di Cesare. Gesù nella sua esperienza vissuta tra noi si è comportato esattamente così: egli ha vissuto la sua libertà sovrana di Figlio di Dio, ma nello stesso tempo si è inserito docilmente nel suo tempo e nel suo popolo osservando tutte le disposizioni di legge.

Gaudium et SpesLa Costituzione conciliare Gaudium et spes mette bene in evidenza il rapporto e la collaborazione tra religione e politica, tra Chiesa e Stato: “La comunità politica e la Chiesa sono indipendenti e autonome l’una dall’altra nel proprio campo. Tutte e due, anche se a titolo diverso, sono a servizio della vocazione personale e sociale delle stesse persone umane. Esse svolgeranno questo loro servizio a vantaggio di tutti, in maniera tanto più efficaci quanto meglio coltivano una sana collaborazione tra di loro” (GS, 76).

Il messaggio evangelico ricorda ad ogni cristiano che è cittadino di due patrie: una sulla terra e una in cielo: egli vive, lavora e realizza opere nel mondo degli uomini e in quello di Dio; ha dei sacrosanti doveri nei confronti della società civile e della comunità di fede; sa assumersi piccole e grandi responsabilità all’interno della Chiesa e all’interno della società, “In questa sintesi tra fede e impegno bisogna tuttavia guardarsi da due scogli: quello di politicizzare la fede, riducendo tutta la missione della Chiesa all’ambito temporale – quello dell’integralismo, che battezza una politica identificandola con la fede. C’è bisogno urgente nella Chiesa di credenti che realizzano scelte cristianamente coerenti e professionalmente efficaci” (M. Magrassi).

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