Sostare davanti a una tomba è un momento, un’esperienza che può vestirsi di significati diversi. Può essere dolore, può essere memoria, può essere riflessione e persino ispirazione poetica. Per quanti credono che quella tomba resterà vuota, per quanti affermano di attendere la resurrezione della carne e la vita del mondo che verrà – lo facciamo durante la Messa – è soprattutto un momento di preghiera. Così per tutti, davanti a una lapide con un nome caro o magari davanti a un monumento funebre con un nome noto.
Così è davanti alla tomba, nel cimitero del Verano a Roma, dove riposa insieme con i genitori Tommasina Alfieri, la fondatrice di questo giornale, madre nella carne di nessuno, madre nello spirito, educatrice nella vita di molti. Questa visita, questo gesto di omaggio e di amore si è ripetuto sabato 17 settembre. La data era particolarmente cara alla Signorina Masa, come la chiamavano i suoi discepoli perché era quella di fondazione della sua Opera di formazione laicale permanente (all’inizio Regina Crucis poi Familia Christi), un’opera indirizzata a vivere con pienezza di scelta cristiana la propria presenza nel mondo, nella società.

Ma in questa data la Chiesa fa memoria liturgica delle stimmate di san Francesco d’Assisi ed è stato questo uno dei motivi di meditazione per quanti al Verano si sono recati insieme con Mario Mancini, editore e direttore editoriale di questo giornale, che degli insegnamenti della Signorina Masa è oggi il principale custode e testimone, che della sua azione è il primo continuatore. Perché se le stimmate impresse nella carne sono un segno speciale di Dio, ci sono anche stimmate impronte di Dio impresse nell’anima e che la vita mostra evidenti a quanti sanno riconoscerle nell’incontro con persone come Tommasima Alfieri.
Le altre riflessioni le hanno offerte le preghiere semplici della Chiesa. Quella per un riposo eterno che non è ozio ma pienezza d’amore, per una luce perpetua che non è abbagliamento ma verità ormai palese, per una pace che non è individuale ma comunione dei santi, presenza misteriosa ed efficace con quanti attraversano ancora la vicenda terrena, con noi. E quella a Maria che prega nell’ora della nostra morte.

Direttore Responsabile
Giornalista professionista, ha lasciato a fine febbraio del 2016, pochi giorni dopo il suo sessantesimo compleanno, L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dove aveva svolto la sua professione negli ultimi trent’anni, occupandosi principalmente di politica internazionale, con particolare attenzione al Sud del mondo.
Ha incominciato la sua professione giornalistica nel 1973, diciassettenne, a L’Avanti, all’epoca quotidiano del Partito Socialista Italiano, con il Direttore Responsabile Franco Gerardi. Nello stesso periodo, fino al 1979, ha collaborato con la rivista Sipario e ha effettuato servizi per l’editrice di cinegiornali 7G.
Ha diretto negli anni 1979-1980 i programmi giornalistici di Radio Lazio, prima emittente radiofonica non pubblica a Roma, producendovi altresì i testi del programma di intrattenimento satirico Caramella.
Ha poi lavorato per l’agenzia di stampa ADISTA, collaborando contemporaneamente con giornali spagnoli e statunitensi.
Nel 1984 ha incominciato a lavorare per la stampa del Vaticano, prima alla Radio Vaticana, dove al lavoro propriamente giornalistico ha affiancato la realizzazione, con altri, di programmi di divulgazione culturale successivamente editi in volume.
All’inizio del 1986 è stato chiamato a L’Osservatore Romano, all’epoca diretto da Mario Agnes, dove si è occupato da prima di cronaca e politica romana e italiana. Successivamente è passato al servizio internazionale, come redattore, inviato e commentatore. La prima metà degli anni Novanta lo ha visto impegnato in prevalenza nel documentare i conflitti nei Balcani e negli anni successivi si è occupato soprattutto del Sud del mondo, in particolare dell’Africa, ma anche dell’America Latina.
Su L’Osservatore Romano ha firmato circa duemila articoli sull’edizione quotidiana e su quelle settimanali. Ha inoltre contribuito alla realizzazione di alcuni numeri de I quaderni de L’Osservatore Romano, collana editoriale sui principali temi di politica, di cultura e di dialogo internazionali.
Collabora con altre testate, cattoliche e non, e con programmi d’informazione radiofonica e televisiva.
È Direttore Responsabile, a titolo gratuito, della rivista Sosta e Ripresa.
Ha insegnato comunicazione e politica internazionale in scuole di giornalismo e ha tenuto master di secondo livello, come professore a contratto, in Università italiane. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi sull’attività diplomatica della Santa Sede in istituti superiori di cultura in Italia.
È autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, diari di viaggio, testi teatrali. Sue opere sono riportate in antologie poetiche del Novecento.
È tra i fondatori dell’Associazione Amici di Padre Be’ e della Fondazione Padre Bellincampi ONLUS, che si occupano di assistenza all’infanzia, e dell’associazione L.A.W. Legal Aid Worldwide ONLUS, per la tutela giurisdizionale dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a progetti sociali per la ricostruzione di Sarajevo. È stato promotore e sostenitore di un progetto di commercio equo e solidale realizzato in Argentina.


