Tomba Tommasina Alfieri

Sostare davanti a una tomba è un momento, un’esperienza che può vestirsi di significati diversi. Può essere dolore, può essere memoria, può essere riflessione e persino ispirazione poetica. Per quanti credono che quella tomba resterà vuota, per quanti affermano di attendere la resurrezione della carne e la vita del mondo che verrà – lo facciamo durante la Messa – è soprattutto un momento di preghiera. Così per tutti, davanti a una lapide con un nome caro o magari davanti a un monumento funebre con un nome noto.

Così è davanti alla tomba, nel cimitero del Verano a Roma, dove riposa insieme con i genitori Tommasina Alfieri, la fondatrice di questo giornale, madre nella carne di nessuno, madre nello spirito, educatrice nella vita di molti. Questa visita, questo gesto di omaggio e di amore si è ripetuto sabato 17 settembre. La data era particolarmente cara alla Signorina Masa, come la chiamavano i suoi discepoli perché era quella di fondazione della sua Opera di formazione laicale permanente (all’inizio Regina Crucis poi Familia Christi), un’opera indirizzata a vivere con pienezza di scelta cristiana la propria presenza nel mondo, nella società.

Mario Mancini
Mario Mancini

Ma in questa data la Chiesa fa memoria liturgica delle stimmate di san Francesco d’Assisi ed è stato questo uno dei motivi di meditazione per quanti al Verano si sono recati insieme con Mario Mancini, editore e direttore editoriale di questo giornale, che degli insegnamenti della Signorina Masa è oggi il principale custode e testimone, che della sua azione è il primo continuatore. Perché se le stimmate impresse nella carne sono un segno speciale di Dio, ci sono anche stimmate impronte di Dio impresse nell’anima e che la vita mostra evidenti a quanti sanno riconoscerle nell’incontro con persone come Tommasima Alfieri.

Le altre riflessioni le hanno offerte le preghiere semplici della Chiesa. Quella per un riposo eterno che non è ozio ma pienezza d’amore, per una luce perpetua che non è abbagliamento ma verità ormai palese, per una pace che non è individuale ma comunione dei santi, presenza misteriosa ed efficace con quanti attraversano ancora la vicenda terrena, con noi. E quella a Maria che prega nell’ora della nostra morte.

Tomba Tommasina Alfieri

Condividi