Un nuovo giorno è iniziato per Sergio Soletta all’alba del 18 agosto. Dal suo letto di sofferenza, carico di acciacchi e di dolori, ci ha lasciato per raggiungere la sua amata sposa Elsa nell’abbraccio del Padre.
Nato a Torino nel 1929 si era trasferito a Viterbo dopo la fine della II Guerra mondiale come direttore della SICEA. A Viterbo aveva sposato Elsa Vannucci e si era distinto nella promozione di tante attività sociali e associative: per ricordarne alcune, il Serra Club, il C.A.I., il Panathlon Club, il Rotary Club.
Con queste parole lo menziona il libro “Breve storia del Rotary Club a Viterbo”: Una citazione particolare merita il Socio Sergio Soletta, il quale è stato per lunghissimo tempo il promotore di iniziative a favore del territorio, sollecitando la classe politica nazionale e quella locale per dotare Viterbo di strutture ed infrastrutture degne di un moderno capoluogo. Si ricorda, in particolare, il suo grande impegno nel coinvolgere il Club per cercare di rompere l’ isolamento della provincia di Viterbo con convegni, pubblicazioni, contatti con autorità nazionali per la realizzazione di due infrastrutture stradali: la Superstrada Terni-Civitavecchia ed il Raddoppio della via Cassia.”
Fondamentale per la storia della “Familia Christi” e dell’Eremo Sant’ Antonio alla Palanzana fu la sua amicizia con la Professoressa Tommasa Alfieri, anche per le comuni origini piemontesi. Con lei fu promotore e collaboratore per tutta una serie di convegni e riunioni che fecero dell’Eremo un centro di cultura e spiritualità per Viterbo, a partire dal 1986 fino al 2012, quando volle dirigere come “speaker” il I Convegno su Tommasa Alfieri (vedi Sosta e Ripresa n 2/ 2012)
Gli “amici della Familia Christi” e di Sosta e Ripresa lo ricordano nella preghiera con particolare affetto.

Nella foto il tavolo dei relatori: Soletta al centro tra Mario Mancini, don Pierangelo Iacobelli e Padre Fausto Gianfreda

Editore e Direttore Editoriale
Mario Mancini, nato in Roma nel 1943, dopo la laurea in scienze geologiche, con tesi in geofisica, nel 1967 e un anno di insegnamento della matematica in un istituto tecnico industriale romano, svolge per un quinquennio la sua professione di geofisico e sismologo prevalentemente all’estero, in particolare in Papua Nuova Guinea presso il Rabaul Central Volcanological Observatory e in Australia nella sezione aviotrasportata a Canberra, in entrambi i casi per la BMR Australia, intervallando le due esperienze con un viaggio di studio in Giappone nell’estate del 1970.
Rientrato in Italia nel 1972, si impiega come geofisico presso la CMP di Roma per la quale lavora per sei anni, con diversi incarichi in Italia e all’estero.
Fin da liceale, nel 1959, aveva conosciuto Tommasa Alfieri e l’Opera Familia Christi da lei fondata. La figura e la spiritualità della Signorina Masa, come i suoi discepoli chiamavano la Alfieri, resteranno per Mancini un fondamentale riferimento per tutta la vita. Laico consacrato nel gruppo maschile dell’opera già dal 1974, nel 1979 fa la scelta di dedicarsi completamente all’Opera e va a vivere nell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana.
Alla morte della fondatrice, nel 2000, l’intero patrimonio dell’Opera passa per testamento all’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri, all’uopo voluta dalla stessa Alfieri e della quale Mancini era stato tra i fondatori.
Per accordi associativi, più tardi violati da persone riuscite ad assumere il controllo dell’associazione, Mancini resta all’Eremo, unica persona a risiedervi in permanenza e a occuparsene.
La nuova gestione dell’associazione, decisa a trasformare la Familia Christi da istituzione prettamente laicale e una confraternita sacerdotale anticonciliare, nel 2005 convince Mancini a dimettersi dall’associazione stessa, in cambio della promessa, purtroppo mai ratificata legalmente, di lasciargli l’Eremo.
Fino fino al 2012, questo luogo, sotto la conduzione di Mancini, che sempre nel 2005 ha fondato l’associazione Amici della Familia Christi e ha registrato presso il Tribunale di Viterbo la testata Sosta e Ripresa, anch’essa fondata da Tommasa Alfieri e della quale Mancini è direttore editoriale, svolge un prezioso compito di Centro di spiritualità e di apertura ecumenica e interreligiosa.
Nel 2012 la confraternita appropriatasi del nome di Familia Christi (poi sciolata dalla Santa Sede con riduzione allo stato laicale di tutti i suoi esponenti) in violazione degli accordi presi a suo tempo ottiene dal Tribunale la restituzione dell’Eremo.
Mancini resta a Viterbo e prosegue il suo impegno ecclesiale in vari uffici diocesani e nel comitato regionale per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso.
