La parrocchia viterbese dei Santi Martiri Valentino e Ilario nel quartiere di Villanova ha festeggiato questa domenica il 50° di fondazione. Cinquant’anni sono un traguardo significativo in ogni esperienza umana collettiva, come appunto la vita di una parrocchia, sebbene questa possa sembrare appena una bambina nella vicenda bimillenaria della Chiesa. E proprio come una bambina che cresce, questa porzione della Chiesa che è in Viterbo festeggia il significativo compleanno con un regalo speciale.

Da destra: don Emanuele Germani

Scrive don Emanuele Germani ai suoi parrocchiani: “per il Giubileo parrocchiale la Santa Sede concede per tutto l’anno l’indulgenza plenaria a tutti i fedeli”, secondo le condizioni fissate per simili eventi.

Porta Santa Chiesa Valentino e Ilario Martiri

Una circostanza solennizzata dal vescovo Lino Fumagalli con l’apertura della Porta Santa dell’anno giubilare di questa parrocchia intitolata a due santi patroni della città, martirizzati e decapitati durante la persecuzione dell’imperatore Diocleziano (243-313), sepolti in un luogo chiamato “Camillarius”, a un paio di chilometri dalle mura cittadine, e dei quali si fa memoria liturgica il 3 novembre.

Reliquie Santi Valentino e Ilario Martiri

Nell’occasione, nella chiesa parrocchiale è stata portata l’urna con le reliquie dei due santi.

Per capire l’importanza ed il profondo significato dell’evento giubilare ci si deve rapportare con il libro della Bibbia chiamato Levitico, che raccoglie le leggi e gli ordinamenti dati da Mosè agli Israeliti. Il Giubileo era un evento a scadenza regolare ogni 50 anni che determinava una sorta di azzeramento (oggi si direbbe “reset”) della vita sociale della comunità: un anno di riposo della terra, la restituzione delle terre confiscate e la liberazione degli schiavi. Anche le proprietà e le abitazioni vendute potevano essere riscattate, tanto che il loro valore commerciale decresceva in funzione dell’avvicinarsi dell’anno giubilare. Era considerato un anno “santo” (Lev 25, 12) nel senso ebraico di “diverso”, “distinto”.

È una prescrizione difficile da attuare per l’uomo moderno, ma forse lo fu anche per gli Israeliti, tanto che cadde in disuso. Per i cristiani, questo come gli altri precetti israelitici, ha assunto un valore spirituale, che è ancora più impegnativo, come è tanto superiore lo spirito alla materia, ed un valore universale, cioè per tutti gli esseri umani e non più solo per quelli della propria stirpe. Per lucrare l’indulgenza plenaria (la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati) dell’anno giubilare dei Santi Valentino e Ilario le condizioni sono quelle alla radice delle disposizioni della Penitenzieria apostolica: un radicale cambiamento di vita, una conversione come quella richiesta da una valida confessione.

Lino Fumagalli vescovo

Allora il 50° della parrocchia dei patroni di Viterbo Valentino e Ilario sarà veramente un evento “diverso” per spianare gli ostacoli che separano i fratelli e condividere con i bisognosi, per fare pace con la terra e cessare lo sfruttamento rapace della natura e delle persone.

Lino Fumagalli, vescovo

Il vescovo Lino, nell’omelia, ha concluso che il grande impegno profuso da tanti sacerdoti alla guida della parrocchia erano proprio tesi a creare quella comunità concorde ed assidua nella preghiera, dove nessuno era nella necessità, come appunto scritto nel brano degli Atti degli Apostoli di questa liturgia. La sua considerazione l’ha applicata in special modo alla presente contingenza aggravata dalla pandemia che alle persone sole e fragili, a quelle vittime del lavoro nero, vero delitto alla dignità della persona, ne ha aggiunte tante altre con una difficile condizione economica. Da qui l’appello del Vescovo alla comunità ad uscire fuori ed agire attraverso la solidarietà; citando Norberto Bobbio: “là dove non arriva lo stato arriva il volontariato”. Nessuno deve sentirsi solo, nessuno deve essere lasciato nel dramma esistenziale di mancanza di prospettive.

Nella sua visione pastorale don Lino ha concluso con le parole finali del brano degli Atti degli Apostoli: in una comunità così viva il Signore aggiungeva ogni giorno nuovi membri; l’incontro con il Risorto avviene anche (specialmente) attraverso la solidarietà.

Galleria fotografica a cura di Mariella Zadro

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