Prima domenica di quaresima, questo 18 febbraio, per la cattolicità tutta, per la Chiesa che è in Viterbo ed in essa per l’Azione cattolica diocesana che ha tenuto la sua assemblea elettiva. Ad  essa, ai numerosi partecipanti intervenuti nel teatro dei Padri Giuseppini, il vescovo Orazio Francesco Piazza ha offerto le sue indicazioni di pastore, il suo abbraccio paterno, la lucida analisi della situazione in cui tutti viviamo in questa stagione della nostra vicenda, senza sminuirne le difficoltà, ma senza sconforto, con l’ostinata determinazione – a tutti riconosciuta, da tutti rinnovata – a conservare speranza e gioia, a non lasciarsi vincere dalle tentazioni, nelle quali  può gettare il deserto, come racconta ed ammonisce il Vangelo di Marco proprio di questa domenica, nella S. Messa concelebrata con don Mariano Pelliccioni e don Terence Nukandu.

Laura Ciulli azione cattolica viterbo

«Grazie per non avere mollato», ha esordito il vescovo davanti ad una platea attenta e partecipe. E il popolo dell’Azione cattolica ha accettato con entusiasmo di intraprendere il sentiero, di fare emergere le motivazioni della chiamata fatta dalla misericordia di Dio.  Sì, contro le tentazioni, quella che la sintesi latina citata dal vescovo definisce con divertio (deviare) e avertio (divergere). Parla di resilienza il vescovo Piazza, per continuare, «per non lasciare il cuore chiuso, manifestando gratitudine al Signore per il cammino svolto e andare avanti». E chiede che questo incontro serva a ribadire che «… siamo sacramento di quella misericordia», da mostrare attraverso il nostro stile di vita.

E ancora: «Il Signore ci chiama a calarci nella realtà anche se problematica, nel deserto ci sono le complessità del vivere, la concretezza del quotidiano diventa scenario di quella conversione del cuore. La tentazione produce snaturamento dalla realtà, nella divertio si vanno a cercare le apparenti zone di conforto. E in essa soprattutto i giovani vanno alla deriva.  E allora si passa all’avertio, la diversione, il rifiuto e il distacco fino al rinnegamento di ciò che ci aveva entusiasmato, fino a vivere una profonda scissione in noi stessi, un arretramento progressivo che ci chiude il cuore.  È questa la minaccia maggiore, per l’Azione cattolica e per tutti: l’incapacità di sopportare la tensione, che “ci fa sentire sfiniti” come diceva il cardinale Newman».

Ma il presule ha ricordato che «… il Signore è venuto per dissodare il terreno delle aridità e la volontà di Dio è che viviamo e affrontiamo la realtà».  Accogliere la lezione del Vangelo di questa domenica significa dunque anche comprendere che «… gli ideali di vita si pagano cari, non solo con la retta coscienza, per leggere la realtà, ma con l’azione che deve produrre il bene. Cavare le energie per produrre il bene, anche per chi viene». Nasce così «… l’alleanza, un patto tra due persone, una reciprocità d vita piena, il darsi da fare, l’affrontare la vita, la libertà del cuore che guarda la realtà, perché è la vita che ci ha dato il Signore: amore e fedeltà. Il Signore è nella voragine, anche se i nostri cuori pieni di lacrime sembrano nascondercelo, e ci dice di credere e fidarci. Cosa rispondiamo: credere nell’amore, malgrado tutto, e cercare il sentiero anche se è buio, chiedendo luce».

«Non sprechiamo energie – ha concluso monsignor Piazza – ma concentriamo sui sentieri, sui percorsi. Ho tre richieste, accanto all’invito a una profonda interiorità: non abbassiamo i toni, siamo all’altezza del Vangelo, non adagiamoci a vivere una lenta morte, ma viviamo una spiritualità autentica concentrandoci nella vera conversione del cuore. Vi prego di starmi vicino, non esiste in me altro desiderio che farvi del bene. Il segreto è uno solo, seguite il progetto pastorale del vescovo, nato da un confronto sinodale. Le transizioni costano sacrificio.

Alessandro Lamanna
Alessandro Lamanna

Per Alessandro Mirabella delegato diocesano di Latina, l’Azione cattolica è una “realtà di persone che si vogliono bene. Un cammino dove seminare, continuare a gettare per raccogliere, vivendo come testimonianza in collaborazione con la comunità associativa nazionale il messaggio che le è proprio, oggi con forza rinnovata dopo la  pausa del COVID-19, che ha segnato un calo del 30%”. Servono quindi “… corresponsabilità, formazione e fraternità, in una associazione che è in grado di sperare, soprattutto quando siamo affranti, per un servizio alla Chiesa rimanendo fedeli a noi stessi”.

Lia Salomone
Lia Salomone

Lia Salomone, appena eletta presidente diocesana di Cerreto Sannita–Telese–Sant’Agata de’ Goti, dalla quale è arrivato a Viterbo il vescovo Piazza, nel ricordare i suoi inizi proprio con lui, ha ribadito che l’associazione “… è portatrice della Grazia di Dio al prossimo, in anni di scelte e innovazione, perché la complessità ha bisogno di unità”. Occorre dunque “… scegliere un’associazione ritenuta palestra di sinodalità, anche fuori, nell’annuncio del Vangelo, per costruire un noi sempre più grande”.

Tenendo sempre presenti – ha aggiunto – gli scopi e i modi per conseguirli: “Esercizio di cittadinanza attiva allenandoci negli spazi della società innovativa. Condivisione di responsabilità anche dei bisogni, capacità di fare rete ed essere incisivi sul territorio. Saper rispondere, conoscere la verità insieme, per ricostruire il tempo così difficile anche per chi verrà dopo noi, facendo della crisi una capacità di crescita, arrivare tutti alla fonte di chi potrà dissetarci”. E soprattutto “… all’zione si accompagni sempre la preghiera per mettere in campo le energie del proprio cuore, noi siamo le mani dello Spirito Santo. Mai perdere di vista la risposta alla carità”.

Don Mariano Pelliccioni
Don Mariano Pelliccioni

Esplicito l’invito di don Mariano Pelliccioni, assistente diocesano unitario dal 2000: “Non guardiamo al passato, ma al futuro”, per questa realtà associativa diocesana testimoniata con la fede, ma anche con l’impegno, intessendo belle relazioni di amicizia.

Isabella Zeloni
Isabella Zeloni

Tutto mettendo al primo posto Dio la cui Parola deve incontrare la nostra vita, come sottolineato dalla presidente diocesana uscente Isabella Zeloni, “… con la nostra testimonianza in qualsiasi situazione luogo e contesto di vita”.

Pierluigi Vito
Pierluigi Vito

Ha presentato il giornalista Pierluigi Vito.

 

 

Laura Scarponi
Laura Scarponi

Nella sessione pomeridiana piacevole ed apprezzata l’esibizione della Scola Cantorum Santa Maria della Quercia sorta nel 1936 grazie all’allora parroco monsignor Sante Bagnaia, diretto dalla professoressa Laura Scoponi. Un messaggio di amore e speranza, attraverso brani dedicati a Maria, a Gesù.

Molto toccante il ricordo di don Tito Monanni, vicario episcopale per il laicato e per tanti anni assistente diocesano dell’Azione cattolica e di Agostino Moscatelli, anche nelle parole della moglie Cristina, presidente diocesano e vicepresidente nazionale, scomparsi alcuni anni fa.

Presenti anche all’incontro don Fabrizio Pulcini e don PierPaolo Fanelli rispettivamente assistentiAzione Cattolica giovani e ACR.

 

 

Di seguito i Consiglieri eletti:

Consiglieri ACR

Antognini Anna

Bruti Francesca

Crescentini Erica

Marino Evelina

Ortolani Fiammetta

Pasquini Chiara

Consiglieri Adulti

Anselmi Naldo

Durastanti Cristina

Giannini Marco

Lamanna Carla

Valenti Gianni

Zeloni Isabella

 

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