“Imparate a fare il bene, cercate la giustizia, aiutate gli oppressi, proteggete gli orfani e difendete le vedove” (Is 1, 17). Su questo versetto della profezia di Isaia si è incentrata dal 18 al 25 gennaio l’annuale settimana di preghiera che vede abbracciate insieme le principali confessioni cristiane. Il tema delle celebrazioni comuni, proposto di volta in volta da una diversa regione del mondo tramite una commissione delle varie chiese cristiane del luogo, per questo 2023 è stato suggerito dal Consiglio delle Chiese del Minnesota (USA).

A Viterbo il nuovo vescovo Orazio Francesco Piazza, ha voluto dare un rinnovato vigore alla iniziativa: non per niente Viterbo ha dato i natali al beato Domenico Barberi, che san Paolo VI volle beatificare in pieno Concilio ecumenico come “Apostolo dell’Ecumenismo”. Proprio il beato Domenico della Madre di Dio, col suo amore per quelli che chiamava “fratelli separati”, fece rifiorire il cattolicesimo nelle Midlands inglesi, accogliendo nella Chiesa cattolica John H. Newman (di recente canonizzato) e i professori di Oxford del gruppo dei “Trattariani”.

 

Così il vescovo ha aperto la settimana mercoledì 18, nel monastero delle Trappiste di Vitorchiano dove si venera il corpo della beata Maria Gabriella Sagheddu che offrì la sua vita per l’ Unità della Chiesa e per i fratelli separati. Giovedì 19 la cerimonia di preghiera condivisa si è svolta nel duomo di Vetralla, presenti il parroco don Paolo Chico, il direttore dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo don Giampaolo Notonani, padre Vasile della comunità ortodossa rumena e la pastora metodista Francesca Marini.

San Flaviano, Montefiascone Venerdì 20 la cerimonia si è svolta nella prestigiosa chiesa duecentesca di san Flaviano a Montefiascone, dove si sono raccolti in preghiera insieme alla comunità cattolica anche il padre Aron della comunità rumena ortodossa e il pastore Marco Delle Monache della Chiesa evangelica battista.

La settimana di preghiera si è conclusa mercoledì 25 a Viterbo, nella chiesa affidata alla comunità rumena ortodossa, intitolata a san Callinico di Cernica,  dove Padre Vasile ha fatto gli onori di casa insieme con padre Aron, ospitando il vescovo Piazza, il padre Serafino della Chiesa greca ortodossa del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, tenuto dal metropolita  Bartolomeo I, la comunità ucraina cattolica di rito greco-bizantino,  il cui saluto, assente il parroco Padre Andriy Maksymovych cappellano Comunità ucraina di Viterbo, è stato portato dalla delegata Alina Onachyshych e il pastore evangelico battista Marco Delle Monache.

Nella chiesa, letteralmente tappezzata di sacre icone, hanno così rieccheggiato l’Inno Akàthistos , dedicato a Maria Sposa vergine dell’Agnello) e il Kontakion, la preghiera cantata finale). Dopo la cerimonia, per i partecipanti c’è stata un’agape preparata nei locali parrocchiali con i cibi tipici della tradizione rumena.

La cerimonia è stata registrata in diretta e si può seguire su: https://youtu.be/qw1mmc_ceWc

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