Scriveva Tommasina Alfieri, la fondatrice della nostra testata:
La Cenere sulla fronte è segno di pentimento e di umiliazione.
Oggi dì l’Atto di dolore come non lo hai mai detto. Prendi in mano il Crocifisso: dillo proprio a Lui. È contro di Lui che siamo andati col peccato.
Con questo spirito riflettiamo e preghiamo nella nostra Chiesa locale di Viterbo sul messaggio del nostro vescovo Lino Fumagalli per l’inizio della quaresima.

Riportiamo anche le foto della celebrazione nella chiesa della Sacra Famiglia dove il parroco, don Luca Scuderi, ha centrato la sua omelia sul pensiero della Giustizia (con la G maiuscola).

In nome della giustizia si sono commesse, e si commettono, le nefandezze più grandi, perché si confonde per giustizia quello che è giusto per noi e non quello che è giusto per Dio. Anche per noi è necessaria la preghiera di affidamento, serve imparare a superare quella per quanto riteniamo necessario e giusto per noi stessi.

Ecco allora la necessità di un periodo di riflessione, umiliazione, pentimento: di conversione. Chi guida sa quanto sia grande l’impegno e sia promettente la nuova partenza nell’eseguire una manovra di conversione.
Di seguito il messaggio del vescovo Lino Fumagalli
Quaresima 2022

Cari fratelli e sorelle
della Chiesa di Dio che è in Viterbo
1. La Quaresima che oggi iniziamo con l’austero Rito delle Ceneri è tempo di grazia (kairos), tempo favorevole di rinnovamento personale e comunitario che ci conduce alla Pasqua di Gesù Cristo morto e risorto.
Papa Francesco ci invita a riflettere sull’esortazione di san Paolo ai Galati: “Non stanchiamoci di fare il bene; se infatti non desistiamo a suo tempo mieteremo. Poiché dunque ne abbiamo l’occasione, operiamo il bene verso tutti” (Gal 6, 9-10a.).
2. La Quaresima ci invita:
– alla conversione personale, a cambiare mentalità così che la vita abbia la sua verità e bellezza non tanto nell’avere, quanto nel donare; non tanto nell’accumulare, quanto nel seminare il bene e nel condividere;
– all’ascolto della Parola di Dio che ci rende docili al suo agire e rende feconda la nostra vita; ci chiama ad essere collaboratori di Dio (1Cor 3,9) facendo buon uso del tempo presente, per seminare anche noi operando il bene:
– a riporre la nostra speranza nel Signore, solo coì, fissando lo sguardo sul Risorto, possiamo accogliere l’esortazione di san Paolo “non stanchiamoci di fare il bene” (Gal 6, 9).
3. In concreto, la Quaresima, è tempo di grazia e dice a ciascuno di noi:
– Non stanchiamoci di pregare: abbiamo bisogno di pregare, perché abbiamo bisogno di Dio, del suo Amore, della sua vicinanza, del suo aiuto. Nessuno si salva da solo, ma soprattutto nessuno si salva senza Dio!
– Non stanchiamoci di estirpare il male dalla nostra vita, non stanchiamoci di chiedere perdono nel Sacramento della Penitenza e della Riconciliazione.
– Non stanchiamoci di fare il bene nella carità operosa verso il prossimo. In particolare, approfittiamo di questo tempo di grazia per prenderci cura di chi ci è vicino, di farci prossimi a quei fratelli e sorelle che sono feriti sulla strada della vita (cf. il buon Samaritano).
4. Poniamoci in ascolto, in questo periodo di Quaresima, delle voci che risuonano dentro di noi e nei nostri fratelli; un ascolto empatico che ci fa entrare in comunione con ogni fratello e apre alla condivisione.
Poniamoci in ascolto dello Spirito Santo che rende anche questo nostro tempo, un tempo opportuno: consideriamo la storia presente nell’ottica dell’amore, solo coì possiamo accogliere il presente e cambiarlo in meglio.
5. La Vergine Maria, donna dell’ascolto e della speranza, ci accompagni in questo tempo di grazia perché porti frutti di conversione per noi e per la nostra Chiesa.
Viterbo, 2 marzo 2022
Mercoledì delle Ceneri
LINO FUMAGALLI
Vescovo
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Alcuni impegni concreti
1. «Fa’, o Signore, che ci nutriamo di ogni parola che esce dalla tua bocca». Dedichiamo, ogni giorno, un po’ di tempo alla Lectio divina, alla lettura del Vangelo di Luca o alla Liturgia della Parola di ogni singolo giorno.
2. Seguendo l’itinerario di Luca, viviamo il Sacramento della Penitenza come incontro con il Signore morto e risorto. Prepariamo la nostra Confessio laudis, confessio fidei, confessio vitae.
3. Apriamo lo sguardo e il cuore alle necessità dei fratelli:
visitiamo le persone sole; le Case di riposo; gli ammalati …
aiutiamo chi è sfiduciato, deluso, preoccupato per le conseguenze della pandemia … a non sentirsi solo, a confidare nel Signore e nella nostra vicinanza e amicizia;
aiutiamo concretamente chi è nel bisogno.
La Terza Domenica di Quaresima (o in altra domenica) si raccolgano offerte e prodotti per l’igiene personale per i detenuti del Carcere di Viterbo;
Potenziamo i Centri di Ascolto nelle nostre Caritas Parrocchiali.
4. Il giorno 2 marzo, Mercoledì delle Ceneri, accogliendo l’invito di Papa Francesco, digiuneremo e pregheremo per la pace in Ucraina e in Europa: si ritrovi la via dell’ascolto, del dialogo, del confronto bilaterale … cessino le ostilità che stanno distruggendo vite e risorse per una popolazione già provata e in difficoltà.
Maria, Regina della Pace, interceda per noi!
Foto a cura di Mariella Zadro

Editore e Direttore Editoriale
Mario Mancini, nato in Roma nel 1943, dopo la laurea in scienze geologiche, con tesi in geofisica, nel 1967 e un anno di insegnamento della matematica in un istituto tecnico industriale romano, svolge per un quinquennio la sua professione di geofisico e sismologo prevalentemente all’estero, in particolare in Papua Nuova Guinea presso il Rabaul Central Volcanological Observatory e in Australia nella sezione aviotrasportata a Canberra, in entrambi i casi per la BMR Australia, intervallando le due esperienze con un viaggio di studio in Giappone nell’estate del 1970.
Rientrato in Italia nel 1972, si impiega come geofisico presso la CMP di Roma per la quale lavora per sei anni, con diversi incarichi in Italia e all’estero.
Fin da liceale, nel 1959, aveva conosciuto Tommasa Alfieri e l’Opera Familia Christi da lei fondata. La figura e la spiritualità della Signorina Masa, come i suoi discepoli chiamavano la Alfieri, resteranno per Mancini un fondamentale riferimento per tutta la vita. Laico consacrato nel gruppo maschile dell’opera già dal 1974, nel 1979 fa la scelta di dedicarsi completamente all’Opera e va a vivere nell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana.
Alla morte della fondatrice, nel 2000, l’intero patrimonio dell’Opera passa per testamento all’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri, all’uopo voluta dalla stessa Alfieri e della quale Mancini era stato tra i fondatori.
Per accordi associativi, più tardi violati da persone riuscite ad assumere il controllo dell’associazione, Mancini resta all’Eremo, unica persona a risiedervi in permanenza e a occuparsene.
La nuova gestione dell’associazione, decisa a trasformare la Familia Christi da istituzione prettamente laicale e una confraternita sacerdotale anticonciliare, nel 2005 convince Mancini a dimettersi dall’associazione stessa, in cambio della promessa, purtroppo mai ratificata legalmente, di lasciargli l’Eremo.
Fino fino al 2012, questo luogo, sotto la conduzione di Mancini, che sempre nel 2005 ha fondato l’associazione Amici della Familia Christi e ha registrato presso il Tribunale di Viterbo la testata Sosta e Ripresa, anch’essa fondata da Tommasa Alfieri e della quale Mancini è direttore editoriale, svolge un prezioso compito di Centro di spiritualità e di apertura ecumenica e interreligiosa.
Nel 2012 la confraternita appropriatasi del nome di Familia Christi (poi sciolata dalla Santa Sede con riduzione allo stato laicale di tutti i suoi esponenti) in violazione degli accordi presi a suo tempo ottiene dal Tribunale la restituzione dell’Eremo.
Mancini resta a Viterbo e prosegue il suo impegno ecclesiale in vari uffici diocesani e nel comitato regionale per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso.
