Quest’anno la domenica 17 gennaio, II del tempo ordinario, è coincisa con la ricorrenza di Sant’ Antonio Abate.

Fuori della chiesa di Castel d’Asso si sono radunati, evitando assembramenti, cani, cavalli e macchine per la tradizionale benedizione.

Da questo il celebrante, don Gianni Carparelli, ha preso spunto per ricollegarsi alla parola di Dio della liturgia odierna, tutta incentrata sulla chiamata, la vocazione, la sequela di Gesù.

Così don Gianni, volando alto sopra le tradizioni popolane, belle e suggestive quanto si vuole, ha focalizzato l’attenzione sull’operare del fedele, oltre la partecipazione alla S. Messa, oltre le manifestazioni folkloristiche: il discepolo di Gesù è braccia e gambe del Redentore che opera nel mondo.

Nelle sue parole: “Noi dobbiamo trasformarci in benedizione per la natura, gli animali, i laghi e gli oceani, i boschi, le strade e i monti; essi quando ci vedono passare dovrebbero sorridere, non piangere”.

Oggi, sotto l’acqua benedetta dell’aspersorio di don Gianni, hanno sorriso ed il cupo cielo nevischioso si è aperto in un sorriso di sole.

Per seguire la cerimonia ecco il video a cura di Mariella Zadro.

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