L’intervento di Fabio Caporali al nostro corso sulla Dottrina sociale
Ecologia è una parola composta di derivazione greca. Letteralmente significa discorso sulla casa. Su quella casa comune dell’umanità, la Terra, oggi minacciata come non mai in passato. Sappiamo tutti che la situazione ambientali e climatica è drammatica. E sappiamo tutti che una vera volontà di risanamento e un vero impegno di conversione economica (economia è un’altra parola di derivazione greca e significa leggi della casa) non sono certo una doverosa scelta prioritaria di governi e potentati finanziari. E che l’inversione di tendenza non può essere affidata, se non in parte oggi irrilevante, alla buona volontà dei singoli.
Sì, lo scenario sembra sconfortante. Eppure c’è un’ostinata speranza a sostenere la coscienza comune. Una coscienza della quale si è fatto magistralmente interprete Fabio Caporali nel suo intervento, martedì 11 febbraio, al corso sulla Dottrina sociale della Chiesa organizzato da Sosta & Ripresa.
Una speranza che la Chiesa testimonia e sostiene, non come una certezza, una dottrina, fissa e immutabile, ma come un cantiere di impegno costante, di lavoro sempre aggiornato e attento ai segni dei tempi al quale siamo tutti chiamati a partecipare.
L’intervento di Caporali può essere letto per intero nella sezione del nostro sito dedicata al corso. Ma alla direzione Sosta & Ripresa, nel presentarlo, interessa sottolineare il suo esordio, quell’invito di Caporali a incominciare a parlare non solo di Dottrina sociale, ma di Dottrina socio-ambientale, magari riflettendo sugli sviluppi del magistero, dalla Rerum novarum di Leone XIII del 1891, l’enciclica sulla questione operaia che della Dottrina sociale è ritenuta la prima pietra, alla Populorum proghessio di Paolo VI del 1967, fino alla Laudato si’ di Francesco del 2015, dal significativo sottotitolo, appunto, “sulla cura della casa comune”.
Sosta & Ripresa in questo progresso dell’impegno umano ed ecclesiale trova una delle sue principali ragioni di esistenza, determinata a offrire suoi lettori un contributo, per piccolo che possa essere, di conoscenza e di arricchimento.
Buona strada in quest’aspetto dell’avventura umana che ci riguarda tutti.

Direttore Responsabile
Giornalista professionista, ha lasciato a fine febbraio del 2016, pochi giorni dopo il suo sessantesimo compleanno, L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dove aveva svolto la sua professione negli ultimi trent’anni, occupandosi principalmente di politica internazionale, con particolare attenzione al Sud del mondo.
Ha incominciato la sua professione giornalistica nel 1973, diciassettenne, a L’Avanti, all’epoca quotidiano del Partito Socialista Italiano, con il Direttore Responsabile Franco Gerardi. Nello stesso periodo, fino al 1979, ha collaborato con la rivista Sipario e ha effettuato servizi per l’editrice di cinegiornali 7G.
Ha diretto negli anni 1979-1980 i programmi giornalistici di Radio Lazio, prima emittente radiofonica non pubblica a Roma, producendovi altresì i testi del programma di intrattenimento satirico Caramella.
Ha poi lavorato per l’agenzia di stampa ADISTA, collaborando contemporaneamente con giornali spagnoli e statunitensi.
Nel 1984 ha incominciato a lavorare per la stampa del Vaticano, prima alla Radio Vaticana, dove al lavoro propriamente giornalistico ha affiancato la realizzazione, con altri, di programmi di divulgazione culturale successivamente editi in volume.
All’inizio del 1986 è stato chiamato a L’Osservatore Romano, all’epoca diretto da Mario Agnes, dove si è occupato da prima di cronaca e politica romana e italiana. Successivamente è passato al servizio internazionale, come redattore, inviato e commentatore. La prima metà degli anni Novanta lo ha visto impegnato in prevalenza nel documentare i conflitti nei Balcani e negli anni successivi si è occupato soprattutto del Sud del mondo, in particolare dell’Africa, ma anche dell’America Latina.
Su L’Osservatore Romano ha firmato circa duemila articoli sull’edizione quotidiana e su quelle settimanali. Ha inoltre contribuito alla realizzazione di alcuni numeri de I quaderni de L’Osservatore Romano, collana editoriale sui principali temi di politica, di cultura e di dialogo internazionali.
Collabora con altre testate, cattoliche e non, e con programmi d’informazione radiofonica e televisiva.
È Direttore Responsabile, a titolo gratuito, della rivista Sosta e Ripresa.
Ha insegnato comunicazione e politica internazionale in scuole di giornalismo e ha tenuto master di secondo livello, come professore a contratto, in Università italiane. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi sull’attività diplomatica della Santa Sede in istituti superiori di cultura in Italia.
È autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, diari di viaggio, testi teatrali. Sue opere sono riportate in antologie poetiche del Novecento.
È tra i fondatori dell’Associazione Amici di Padre Be’ e della Fondazione Padre Bellincampi ONLUS, che si occupano di assistenza all’infanzia, e dell’associazione L.A.W. Legal Aid Worldwide ONLUS, per la tutela giurisdizionale dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a progetti sociali per la ricostruzione di Sarajevo. È stato promotore e sostenitore di un progetto di commercio equo e solidale realizzato in Argentina.
