Se quest’ora difficile costruisce coscienza comune

 

Cos’è la speranza? Non in senso teologale o escatologico, poiché chi scrive non ha certo la presunzione di insegnarlo ad alcuno.

No, la speranza come umanissimo atteggiamento mentale che può sostenerci nelle ore di maggiore difficoltà, che c’impedisce di varcare quella soglia estrema di disperazione che porta alla negazione del futuro, alla rinuncia alla vita. La speranza individuale ciascuno di noi bene o male riesce a coltivarla. Ma quella comune? Certo, la sofferenza è sempre personale, ma in alcune occasioni la speranza che l’accompagna ha senso solo se sa farsi collettiva, comunitaria. E allora, forse l’epidemia esplosa in questa fase della nostra storia può aiutarci a cercare rispose comuni a quella domanda e a quelle che l’accompagnano: come si può vivere? Come è possibile affrontare questo presente, spesso segnato dallo smarrimento e dal dolore? Come sopportare ogni giorno la fatica del vivere, mentre sembra allontanarsi la prospettiva che cessi questa tragedia?

Non ci sono risposte facili, ovviamente. Quelle doverose misure prudenziali chiamate di di stanziamento, cioè non avvicinarsi a un’altra persona a meno di un metro, non toccarsi, non baciarsi, cancellare i gesti abituali dell’affetto, della vicinanza, sembrerebbero anzi andare in direzione diametralmente opposta, sembrerebbero dilatare i legami. Ma è proprio ora che è più importante stringerli, se non fisicamente, moralmente spiritualmente e, quando è il caso riscoprirli e ripristinarli.

Così come è il caso di pensare al dopo in modo comunitario, in politica, in economia, in socialità. Siamo in un momento che obbliga la gran parte di noi per così dire a non far nulla e ad attendere. Prima o poi ci potremo rimettere in moto.

Questo fermarsi a riflettere, ad arricchirsi, con la preghiera o anche con un’onesta introspezione, per poi tornare con forza e gioia accresciuto al proprio posto nel mondo è uno dei maggiori insegnamenti di Tommasa Alfieri, la fondatrice di questo giornale che non a caso si chiama Sosta & Ripresa.

E dunque chi questo giornale dirige ha come unica risposta la speranza che quest’ora difficile costruisca coscienza comune.

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