Se quest’ora difficile costruisce coscienza comune
Cos’è la speranza? Non in senso teologale o escatologico, poiché chi scrive non ha certo la presunzione di insegnarlo ad alcuno.
No, la speranza come umanissimo atteggiamento mentale che può sostenerci nelle ore di maggiore difficoltà, che c’impedisce di varcare quella soglia estrema di disperazione che porta alla negazione del futuro, alla rinuncia alla vita. La speranza individuale ciascuno di noi bene o male riesce a coltivarla. Ma quella comune? Certo, la sofferenza è sempre personale, ma in alcune occasioni la speranza che l’accompagna ha senso solo se sa farsi collettiva, comunitaria. E allora, forse l’epidemia esplosa in questa fase della nostra storia può aiutarci a cercare rispose comuni a quella domanda e a quelle che l’accompagnano: come si può vivere? Come è possibile affrontare questo presente, spesso segnato dallo smarrimento e dal dolore? Come sopportare ogni giorno la fatica del vivere, mentre sembra allontanarsi la prospettiva che cessi questa tragedia?
Non ci sono risposte facili, ovviamente. Quelle doverose misure prudenziali chiamate di di stanziamento, cioè non avvicinarsi a un’altra persona a meno di un metro, non toccarsi, non baciarsi, cancellare i gesti abituali dell’affetto, della vicinanza, sembrerebbero anzi andare in direzione diametralmente opposta, sembrerebbero dilatare i legami. Ma è proprio ora che è più importante stringerli, se non fisicamente, moralmente spiritualmente e, quando è il caso riscoprirli e ripristinarli.
Così come è il caso di pensare al dopo in modo comunitario, in politica, in economia, in socialità. Siamo in un momento che obbliga la gran parte di noi per così dire a non far nulla e ad attendere. Prima o poi ci potremo rimettere in moto.
Questo fermarsi a riflettere, ad arricchirsi, con la preghiera o anche con un’onesta introspezione, per poi tornare con forza e gioia accresciuto al proprio posto nel mondo è uno dei maggiori insegnamenti di Tommasa Alfieri, la fondatrice di questo giornale che non a caso si chiama Sosta & Ripresa.
E dunque chi questo giornale dirige ha come unica risposta la speranza che quest’ora difficile costruisca coscienza comune.

Direttore Responsabile
Giornalista professionista, ha lasciato a fine febbraio del 2016, pochi giorni dopo il suo sessantesimo compleanno, L’Osservatore Romano, il giornale della Santa Sede, dove aveva svolto la sua professione negli ultimi trent’anni, occupandosi principalmente di politica internazionale, con particolare attenzione al Sud del mondo.
Ha incominciato la sua professione giornalistica nel 1973, diciassettenne, a L’Avanti, all’epoca quotidiano del Partito Socialista Italiano, con il Direttore Responsabile Franco Gerardi. Nello stesso periodo, fino al 1979, ha collaborato con la rivista Sipario e ha effettuato servizi per l’editrice di cinegiornali 7G.
Ha diretto negli anni 1979-1980 i programmi giornalistici di Radio Lazio, prima emittente radiofonica non pubblica a Roma, producendovi altresì i testi del programma di intrattenimento satirico Caramella.
Ha poi lavorato per l’agenzia di stampa ADISTA, collaborando contemporaneamente con giornali spagnoli e statunitensi.
Nel 1984 ha incominciato a lavorare per la stampa del Vaticano, prima alla Radio Vaticana, dove al lavoro propriamente giornalistico ha affiancato la realizzazione, con altri, di programmi di divulgazione culturale successivamente editi in volume.
All’inizio del 1986 è stato chiamato a L’Osservatore Romano, all’epoca diretto da Mario Agnes, dove si è occupato da prima di cronaca e politica romana e italiana. Successivamente è passato al servizio internazionale, come redattore, inviato e commentatore. La prima metà degli anni Novanta lo ha visto impegnato in prevalenza nel documentare i conflitti nei Balcani e negli anni successivi si è occupato soprattutto del Sud del mondo, in particolare dell’Africa, ma anche dell’America Latina.
Su L’Osservatore Romano ha firmato circa duemila articoli sull’edizione quotidiana e su quelle settimanali. Ha inoltre contribuito alla realizzazione di alcuni numeri de I quaderni de L’Osservatore Romano, collana editoriale sui principali temi di politica, di cultura e di dialogo internazionali.
Collabora con altre testate, cattoliche e non, e con programmi d’informazione radiofonica e televisiva.
È Direttore Responsabile, a titolo gratuito, della rivista Sosta e Ripresa.
Ha insegnato comunicazione e politica internazionale in scuole di giornalismo e ha tenuto master di secondo livello, come professore a contratto, in Università italiane. Ha tenuto corsi, seminari e conferenze in Italia e all’estero. Ha tenuto corsi sull’attività diplomatica della Santa Sede in istituti superiori di cultura in Italia.
È autore di saggi, romanzi, raccolte di poesie, diari di viaggio, testi teatrali. Sue opere sono riportate in antologie poetiche del Novecento.
È tra i fondatori dell’Associazione Amici di Padre Be’ e della Fondazione Padre Bellincampi ONLUS, che si occupano di assistenza all’infanzia, e dell’associazione L.A.W. Legal Aid Worldwide ONLUS, per la tutela giurisdizionale dei diritti dell’uomo. Ha partecipato a progetti sociali per la ricostruzione di Sarajevo. È stato promotore e sostenitore di un progetto di commercio equo e solidale realizzato in Argentina.
