Il 30 marzo, nel Duomo di Orvieto (Tr) alle 16:00 si è tenuta la cerimonia di chiusura della causa diocesana di beatificazione e canonizzazione del frate-soldato, servo di Dio: Gianfranco Maria Chiti.

Una Santa Messa di ringraziamento è stata celebrata domenica 31 marzo, alle ore 11:00 nel convento dei Cappuccini per ricordare il luogo scelto, dall’ex generale di brigata, al comando della scuola allievi sottufficiali di Viterbo, per vivere il suo percorso spirituale.

Il frate-soldato, come viene appellato, per i suoi trascorsi da militare, è nato a Gignese, in provincia di Verbania da una famiglia benestante ed è deceduto a Roma, all’età di 83 anni il 20 novembre 2004.

Una vita, costellata da molti eventi, che lo vedranno, inizialmente militare, raggiungere i più alti gradi nel corpo dei Granatieri di Sardegna, dove riveste incarichi di primo piano.

Nel 1978, congedato dall’esercito, si “arruola” come sacerdote dei Padri Cappuccini di Rieti, ove farà la scelta di abbracciare una vita monastica.

Sceglierà in seguito, proprio per trasmettere sostegno spirituale alle persone che si rivolgono a lui, un convento in Orvieto, che decide di restaurare.

Chiesa San Crispino, Frati Cappuccini Viterbo

Riesce nel suo scopo, nel 1990 viene riconsacrata l’annessa chiesa, che viene dedicata a San Crispino da Viterbo.

Per conoscere meglio questa appassionante storia, e a corollario dell’evento di chiusura della fase diocesana del processo, le edizioni Ares di Milano hanno pubblicato due volumi che presentano la vita, le opere, gli scritti, le sofferenze di Gianfranco Chiti.

Il primo porta il titolo: “Gianfranco Chiti. Il Generale arruolato da Dio”, scritto da Vincenzo Manca, generale dell’Aeronautica e senatore, con una prefazione di Gerardo Bianco.

La seconda pubblicazione: “Gianfranco Chiti. Lettera dalla prigionia (1945)”, opera dello storico padre Rinaldo Cordovani, anch’egli cappuccino, con prefazione di monsignor Santo Marciano, ordinario militare per l’Italia.

Da un esercito militare all’esercito di Dio. E non solo, la storia va oltre, oltre la vita e la morte: ora frate Gianfranco si avvia a salire la lunga scala che porta alla santità.

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