La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
14 novembre 2021, XXXIII Domenica del Tempo Ordinario. – Anno B
“…. Dalla pianta di fico imparate la parabola…” (Mc 13, 24-32)
Prima ci parla di disastri terribili in arrivo, ma per farci capire ci suggerisce un esempio tra i più belli della natura verso l’inizio dell’estate, la pianta di fico e le sue tenere foglie che presto porteranno dei frutti meravigliosi. Conosco italiani immigrati in nord America che si organizzano per venire in Italia e poter cogliere dalla pianta quei bellissimi frutti… anzi, non solo coglierli. Forse Gesù voleva farci capire, e per me non è facile, che le difficoltà e la sofferenza possono produrre bellezza e sapore di vita. L’ho visto però in tante persone, anche per il mio lavoro di contatto con il “sole oscurato, con le stelle che cadono dal cielo e gli sconvolgimenti della vita e della storia” e vi prego di non perdere il sapore della metafora. Di oscurità e crolli, di fuoco e sconvolgimenti ne siamo pieni fino al collo… chi meno e chi molto di più. Riusciamo a vedere la fogliolina tenera dei frutti in arrivo? Ha anche detto che non passerà “questa generazione” perché questo avvenga… ovviamente ogni generazione, anche la nostra, è “questa”. E non sappiamo mai “quando”. Questo è avvolto nel mistero della vita. Cerchiamo almeno di essere pronti e non lasciarci prendere dallo sconforto. Dalla tenerezza del ramo=la bontà umana, da cui spuntano le foglioline=la generosità delle persone, capiremo che se il sole si oscura, la luce non mancherà mai.
