Spezzare la Parola, ph laura ciulli

La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

Padre Ignazio Martelletto
Padre Ignazio Martelletto

Ci accompagna in questo cammino padre Ignazio Martelletto C.S.I.

20 febbraio 2022,

 

VIII Domenica tempo ordinario – Anno C

Come può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno entrambi in una buca?”

“Il discepolo non è più del maestro”

“Ogni albero si conosce dal suo frutto”

(Lc 6, 39-45)

Santo Volto di Bassano Romano, ph Laura Ciulli

Il Vangelo di oggi ci presenta delle brevi parabole che Luca mette insieme perché vuole indicarci la strada della saggezza umana. La prima è un proverbio sapienziale: “Può un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno entrambi in una buca?”  L’uomo per essere una guida deve avere in sé una luce e una ricchezza, altrimenti è destinato a essere causa di rovina non solo per sé ma anche per gli altri. Gesù ci invita a scoprire le nostre cecità che sono in noi e fuori di noi, mettendo in luce la realtà delle cose, spoglie da ogni accomodamento. Il pericolo al quale siamo sempre esposti aperti è quello di chiuderci nel nostro egoismo e di dimenticare che la nostra fede ha sempre una visione del mondo aperta nelle sue realtà più fragili e deboli.

Il secondo detto afferma che “il discepolo non è più del maestro. Ma ognuno ben preparato sarà come il maestro”.  Il maestro è Gesù stesso ed è a questo modello che il discepolo deve avvicinarsi. Attento a questo maestro diventa un uomo sincero, umile e giusto. Egli non si attribuirà il diritto di giudicare gli altri ma si umilierà sino alla condizione di servo, come il Cristo per salvare il fratello. Non si appellerà alla sua dignità per essere servito, ma si presenterà per servire. Dalle sue labbra non usciranno parole che colpiscono e spaventano ma parole che sono spirito e vita.

Come possiamo capire se il nostro cuore è libero? “Ogni albero si conosce dal suo frutto”.

Il frutto sono le azioni ma anche le parole. Infatti chi è buono trae fuori dal suo cuore e dalla sua bocca il bene e chi è cattivo trae fuori il male. Dalla lingua cominciano le guerre. Pensiamo un po’ tutti noi a questo insegnamento di Gesù e cerchiamo di correggerci almeno un po’.Ci farà bene a tutti  trasformare il nostro cuore in albero che  produca frutti buoni.

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