“Non cedere alla tentazione di passare oltre”. È questo il tema della catechesi per adulti di Padre Ubaldo Terrinoni, sabato 15 giugno.
Accanto alla Chiesa di Santa Maria di Castel d’Asso, il biblista francescano analizza il Capitolo 10 di Luca, versetti 25-37. Numerosi i presenti, molti dei quali sono gli appartenenti all’associazione “Amici del Beato Domenico della Madre di Dio”.
Ecco alcune tracce per riflettere.
Il mio prossimo.
Fin dove si estende il mio impegno con il prossimo, fino a dove si estende l’impegno? Chi è il mio prossimo?
Una parabola dove si usa un nome volutamente generico: “un uomo”, senza nome, patria, incappato nei briganti, uno sfortunato.
Può capitare a tutti di renderci conto e di passare oltre, fisicamente accanto a un fratello bisognoso ed esserne spiritualmente lontani.
Solo chi ama sa farsi prossimo, sa fare propri i problemi, la miseria dell’altro. Le avversità risultano più leggere, perché da soli schiacciano, insieme con un Cireneo è più facile, affrontarle.
Cosa devo fare?
Proporre l’orizzonte dell’amore, che non conosce frontiere limiti e vuole farsi concreta manifestazione di gesti.
Una spontanea esigenza del fare.
Riflessione: scongiurare dal nostro cuore l’indifferenza, la peggiore malattia dell’anima, non dobbiamo far morire i sentimenti di compassione, non dobbiamo calpestare valori. A volte si oscura l’orizzonte e si compiono gesti estremi, come togliersi la vita.
L’indifferenza può prosperare nei cuori, evitando le persone ad esempio, si chiudono gli occhi su vistose esigenze urgenze di chi soffre, si cambia strada.
Si cercano meschini espedienti per accorciare i tempi con l’altro.
Soltanto chi ama può abolire , sa abolire le distanze. L’amore ci fa vedere al di là di ciò che appare, lo sguardo deve essere riscaldato dal cuore. L’amore, infatti, compie due miracoli alla portata di tutti i cuori: rende forte una persona, come i Martiri, o una mamma con un figlio che sta male e non si arrende. Dobbiamo puntare verso l’amore.
Dà le intuizioni su ciò che dobbiamo fare. Chi vive in comunione con Dio, sa vivere in profonda comunione con i fratelli.
Se umilmente avremo fatto muovere e commuovere il cuore, le porte del Paradiso saranno aperte. “Al tramonto della nostra vita, saremo giudicati sull’amore” come diceva San Giovanni della Croce.
Se manca il cuore nell’incontro, nel rapporto umano è tutto vano. Si parte dal buongiorno del mattino, un semplice gesto, ad esempio.
La ricchezza più grande è costituita dall’amore, il patrimonio più prezioso che porteremo nell’altra vita, quello che avremo donato. Donare. Fare dono del nostro ascolto, del nostro sapere. Farci ascolto.
Così, prosegue Padre Ubaldo Terrinoni,
“Che cosa il Signore ha messo di buono, di vero nel mio cuore, che io possa mettere a disposizione del prossimo?
Spirito di sacrificio, di ascolto?
Abbiamo tutti delle ricchezze, carismi, doni che dobbiamo individuare per metterli a frutto anche con i nostri fratelli bisognosi.
Negli Atti degli Apostoli San Paolo che incontra gli anziani di Efeso si raccomanda: “Ricordatevi di quelli che disse Gesù, È più bello dare, che ricevere”.

Laura Ciulli è una giornalista cattolica e una poetessa. Nel primo di questi aspetti ha svolto la sua attività come redattrice presso alcuni quotidiani online e come responsabile di cronaca giudiziaria e speaker radiofonica in varie emittenti viterbesi e della Sardegna. Ha co-fondato e ha diretto la testata TusciaMagazine.it, e da un anno la testata InfiniteRealtà.it. Corrispondente da Viterbo per Radio Radio nella trasmissione Doppia Vela Ventuno, realizzata in collaborazione con il ministero dell’Interno e con la questura di Viterbo e varie questure delle province del Lazio. L’ultimo impegno che ha assunto è la vicedirezione della testata giornalistica Sosta e Ripresa, fondata da Tommasa Alfieri, della quale ha ideato la versione online. Collabora anche con le testate online Il punto quotidiano.it e Ponte Adriatico.
Giornalista cattolica, dunque, come testimonia non solo la sua militanza durata per molto tempo nell’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), che di per se stessa non costituirebbe una prova valoriale, e forse neppure il fatto che abbia frequentato l’Istituto di Scienze Religiose San Bonaventura da Bagnoregio, ma soprattutto la determinazione a improntare sempre più la sua attività pubblicistica e comunicativa all’attenzione peculiare alla verità, al confronto e alla verifica con la verità di ogni evento e di ogni notizia che il giornalismo cattolico dovrebbe avere. La sua crescita professionale in questo senso è stata continua, fin dalle prime giovanili esperienze. In questo si ascrive il servizio, a titolo completamente gratuito, che presta a Sosta e Ripresa, il giornale fondato da Tommasa Alfieri, un tempo periodico solo cartaceo e trasformato in quotidiano online soprattutto grazie al suo personale impegno. Un impegno sostenuto da un sempre più approfondito confronto con gli scritti della fondatrice e con il suo magistero laicale. Socia Anps, Associazione Nazionale Polizia di Stato, socia fondatrice del Gruppo Volontari Sezione Anps Viterbo, donatrice Avis ed iscritta al Gruppo DonatoriNati della Questura di Viterbo.
Come poetessa Laura Ciulli ha all’attivo alcune premiazioni e selezioni in concorsi nazionali come Aletti editore, Premio letterario IBISKOS, Associazione Amici dell’Umbria, Centro Culturale Internazionale d’Arte SEVER. Secondo la professoressa Biondolillo, quotata critica d’arte, “Accostarsi alla poesia di Laura Ciulli è come attraversare i sentieri di un mondo spirituale ove troviamo l’Io tramite un linguaggio poetico della ricercatezza del verso basato sull’accostamento della parola densa di significato concentrato sull’acquisizione dell’essenzialità…”


