Tommasa Alfieri ph laura ciulli

Sosta e Ripresa vuole dare un contributo di sereno distacco dalla situazione contingente, riproponendo il Mese Mariano della professoressa Tommasa Alfieri, del secolo scorso, quando la “Signorina”, poco più che ventenne, era Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e grande promessa della Presidente Nazionale Armida Barelli.

Sono 31 riflessioni-meditazioni sulla Madonna (una al giorno) che la invocano con titoli originali e pieni di affetto filiale per la Mamma Celeste.

16 maggio

Vox suadens

Ci ascolti, Maria? veniamo a te a domandarti consiglio; è così dolce farsi dire le cose da te!

Tu che fosti sapiente nei misteri di Dio sai compatire la pesante ignoranza dei tuoi poveri figli; tu cui il divino Spirito suggeriva ogni parola e consigliava ogni opera, sai perdonare la dura sordità dei nostri cuori.

E quando ti invochiamo tu vieni a darci, Maria, nelle nostre incertezze, nei dubbi della intelligenza e negli interrogativi del cuore, il tuo buon consiglio.

Siamo grandi e siamo sempre bambini e tu devi usare con noi la maternità che ammonisce ed indirizza. Tu lo vedi che cosa facciamo se facciamo da noi…

Maria, siamo d’impeto; facciamo senza riflettere, senza pesare e discernere, così… per fare. E poi non vorremmo aver fatto! anche nei passi più gravi. Tu ci hai visti gettarci in mare senza sondare l’acqua. Maria, i nostri giudizi son tanto umani e quindi tanto nebbiosi. Maria, anche se ci vedi illusi di saperci condurre, non ci lasciar fare da soli!

Fermaci un momento quando vedi che stiamo per decidere senza sapere e sussurraci il tuo consiglio che ci fa placidamente sicuri; anzi, decidi tu per noi.

E non avremo rimpianti perché tu avrai fatta retta e semplice la nostra tante volte complicata intenzione.

Maria, chiamaci intorno; se tardiamo richiamaci; ma non ci lasciar fare da soli! Consigliaci, ispiraci, sospingici; e poi seguici ancora. La mamma è consigliera del passo di partenza e di ogni passo dopo. Maria, prima di ciascuna opera ponici nel cuore il tuo consiglio e poi, se avremo fatto bene, sulla fronte il tuo santissimo bacio. Così sia.

«Beatus homo qui audit me».

Prima raccogliersi.., per sapere da Lei.

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