Sosta e Ripresa vuole dare un contributo di sereno distacco dalla situazione contingente, riproponendo il Mese Mariano della professoressa Tommasa Alfieri, del secolo scorso, quando la “Signorina”, poco più che ventenne, era Presidente diocesana della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e grande promessa della Presidente Nazionale Armida Barelli.
25 maggio
Rivus lacrimarum
Il pianto è una grande ricchezza quando è puro e quando è confidente; come il tuo, Maria, vergine delle lagrime immacolate e serene.
Tu ne hai versate tante nel tuo transito quaggiù, cadute nel silenzio della tua vita nascosta e solo rivelate agli uomini nei bagliori sanguigni della Croce.
Ed anche noi, che dopo di te passiamo su questa terra, dobbiamo conoscere l’umile fragilità del pianto. Proprio a noi, dunque, che sappiamo le lagrime desolate dei nostri affanni umani, insegna, Maria, a piangere nella fede, nella speranza e nella carità di Dio.
Donaci il benedetto pianto che confessa la colpa, che la lava, che ne ottiene il perdono.
Donaci l’efficace pianto della fraternità che divide le angoscie altrui e le consola.
Donaci il pianto rassegnato e veggente che sa capire oltre i grandi distacchi.
Donaci il beato pianto della gioia che si versi sulle magnificenze del Padre e ringrazi per le sue misericordie.
Donaci il sacro pianto ch’è mosso dai grandi desideri di più credere e di più amare Dio.
E quando anche le nostre ferite ci fan male e ci fan piangere, donaci la pace e la trasparenza delle lagrime tue, Maria, che senza peccato piangesti ed intercedesti per noi.
Allora nel pianto la volontà dipanerà il suo filo più forte ed il cuore offrirà il suo sacrificio più vero.
Donacelo così fino a quando con l’ultimo palpito scenderà l’ultima lagrima. E si apriranno le porte del Regno ove è gioia senza fine. Così sia.
«Fac me tecum pie fiere».
Quelle ore di pianto… erano ore di confidenza?
