La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana.
Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno
liturgico ci accompagnerà don Gianni Carparelli.
21 marzo 2021, Domenica delle Palme – Anno B
… con le opere di misericordia e carità
Il 3 Aprile del 1925 un giovane (nato nel 1904) scrive nel suo diario una riflessione sulla Domenica
delle Palme. Si chiama Giuseppe Canovai e stava pensando al sacerdozio, che riceverà il 1931.
La sua vita lo porterà a incontrare la signorina Tommasa Alfieri, amica di famiglia, e nel 1937 inizia
insieme a lei la ‘Piccola opera Regina Crucis’ che diverrà in seguito ‘Familia Christi’.
Nella nostra piccola comunità di Castel D’Asso (VT) sono nomi che ricorrono spesso. Scrive nella sua
meditazione: «… tutta la liturgia di oggi Signore mio è consacrata al pensiero della tua passione che
ci accompagnerà nei mesti riti pasquali per tutta la settimana». Aggiunge: «Leggendo la tua
passione ho imparato di essere rassegnato alla tua volontà, come tu lo fosti…». E chiude pregando:
«Concedi Signore lume abbondante al mio intelletto affinché in questi giorni meglio ti veda, ti riconosca e ti ami».
La tentazione è sempre quella di fare commenti, rovinando la freschezza di un’anima che non ha timore di abbandonarsi nelle mani della fede. Abbandonarsi e affrontare la vita così come la vita si presenta. Non per essere fatalisti. Ma realisti che lavorano nella vita con il suo svolgersi quotidiano,
ma per migliorare le cose, senza pretendere di governare gli eventi. Poco prima di morire a Buenos
Aires, l’11 novembre del 1942, disse: «… tutto per te Signore. Prendi o Signore il poco che offro, il nulla che sono. Donami il molto che spero, il tutto che sei».
Sto leggendo nelle ultime settimane alcuni testi sulla figura di Gesù. Quanto è “storiografia”, quasi impossibile a trovarla, e quanto è “storia” della fede? Che non vuol dire che non sia “vera storia”.
ÈilcamminodellafedenellavitadellaChiesa,CorpodiCristo.QuestoCristo‘uomonuovo’desiderato da millenni, amato, capito a fatica e poco per volta. Cammino ancora in cammino.
Forse più che dai libri e dai monumenti lo “vediamo e amiamo” meglio nella vita di chi, credendo in Lui,
si dà da fare per costruire un regno che sia degno di essere offerto come dimora per il mistero della Fede. Se Gesù è la ‘scintilla’ che ha portato un ‘incendio’ nel mondo, noi possiamo diventare le
‘lingue di fuoco’ che lo mantengono acceso.
Questi costruttori della dimora di Dio sono i Santi, anche quelli che non vediamo sugli altari, ma
che abitano nella porta accanto. Sono coloro che in giro per il mondo cercano di portare non la cultura dei libri e delle maniere sociali, ma quella della carità e rispetto. Sono coloro che accettano
la sofferenza della fatica umana e pavimentano i sentieri del mondo con le opere di misericordia spirituali e corporali. Come quelle scolpite sul portale della Chiesetta detta ‘Sancta Maria Salutis’
(Via della Pescheria, di fronte alle Poste Centrali-Viterbo) del 1318. Da non molto vi hanno anche collocato un dipinto della Madonna, di Elisabetta D’Agnano.
Il cammino della Quaresima ci conduca a vivere la nostra fede nelle opere di carità e misericordia.
Come hanno cercato di fare persone come don Giuseppe Canovai e Tommasa Alfieri. Cerchiamo di entrare nel ‘gruppo’, nell’incendio partito da quella scintilla e di essere anche noi ‘lingue di fuoco’, noi gli abitanti della ‘porta accanto’.
