La partecipazione alla Messa domenicale resta il cuore e il fulcro della vita cristiana. Sosta e Ripresa intende offrire ai propri lettori un contributo di riflessione sulla liturgia domenicale, nella convinzione che “spezzare la Parola” del Signore è indispensabile per meglio partecipare alla sua mensa eucaristica.

In questo cammino per il resto dell’anno liturgico ci accompagnererà don Gianni Carparelli.
Domenica 31 gennaio 2021. IV Domenica del Tempo ordinario – Anno B
Uno spirito impuro non è quello che pensi. Perchè lo so a quello che molti pensano quando sentono parole tipo: puro, impuro. Ma la storia è un’altra. Al tempo di Gesù queste parole avevano un significato che si dice: ‘rituale’. E c’erano liste lunghissime di ciò che poteva essere considerato puro e quindi degno di entrare nel tempio o di essere usato o no. Oggi forse diremmo: sacro e profano. Ma ‘Beati i puri di cuore perché vedranno Dio’ (Mt 5:8) ci introduce in altri cammini e se volete, preoccupazioni.
Il salmo 15 (14) ce lo fa capire meglio: ‘Signore chi abiterà nella tua tenda?… Colui che cammina senza colpa, pratica la giustizia e dice la verità che ha nel cuore; non sparge calunnie con la sua lingua, non fa danno al suo prossimo, e non lancia insulti al suo vicino… non presta il suo denaro a usura e non accetta doni contro l’innocente. Colui che agisce in questo modo resterà saldo per sempre’. Anche il salmo 24 ritorna sul tema. Tutto quello che ci impedisce di camminare sulla via del bene, della giustizia, della carità, del rispetto e della accoglienza è impuro e ci rende ‘non puri’.
Il racconto che troviamo nel capitolo VIII dei Promessi Sposi (A. Manzoni) dove alla preoccupazione di frate Fazio quando si presentano alla porta del convento persone, tra cui due donne: Lucia e la madre, Padre Cristoforo lo tranquillizza dicendo: ‘Tranquillo… omnia munda mundis’, che ha una origine nella lettera di Tito (1:15): ‘Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati e gli infedeli nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza’.
Perchè è da dentro l’uomo che nascono le malvagità, non entrano in lui dall’esterno. È la ‘purezza’ delle intenzioni e che nasce dal cuore, dalla vita, dalle speranze, dai desideri veri che guidano i nostri cammini.
‘Purezza e Impurità’ hanno un significato molto più profondo di quello che ci hanno insegnato nel catechismo di una volta. Gesù ci invita a guardare a Dio e alla vita con occhi non bendati. E quanta umiltà ci vuole per comprendere questo invito. Umiltà anche per accettare noi stessi con le nostre fragilità che non ci rendono ‘impuri o non degni di Dio’ se nel cuore trova spazio il desiderio sincero e vero di ‘abitare nella casa del Signore’ (salmo 15).
Forse la più bella definizione di ‘purezza’ la posso trovare in un ricordo. In una delle mie visite a Mons. Capovilla (Papa Giovanni, di cui era stato fedelissimo e intelligente segretario, lo chiamava don Loris) parlando del Papa ‘buono’ mi disse: ‘Papa Giovanni era una persona molto buona. Era un puro, un puro di cuore’.
