Venerdì 28 febbraio 2020, I di Quaresima, la tradizionale pratica della Via Crucis, coincide con l’appuntamento mensile dell’ultimo venerdì del mese quando l’Associazione Amici del Beato Domenico (Barberi) della Madre di Dio celebra la S Messa per la di lui Canonizzazione.
Questi due appuntamenti di preghiera sono stati abbinati nella Chiesa di Santa Giacinta,in Piazza della Morte (Viterbo).
La celebrazione della S. Messa alle ore 16:30 ed a seguire (ore 17:00 circa) la Via Crucis quaresimale, con la Confraternita del Gonfalone ed i parrocchiani di S. Maria Nuova.
A conclusione sarà recitata la preghiera per la Canonizzazione del Beato Domenico.
Con questa iniziativa il Gruppo di Preghiera “Beato Domenico” vuole impetrare le Grazie dal Signore per portare a termine il processo di Canonizzazione del nostro “Meco della Palanzana” (come era soprannominato). Ciò non aggiunge nulla alla sua santità, ma vuol far conoscere questo eroico Passionista viterbese missionario in Inghilterra a metà del XIX secolo, esempio di dedizione ai fratelli (ed ai fratelli separati), di dialogo ecumenico, di tolleranza e di unione tra i popoli per questi tempi di contrasti, divisioni ed egoismo.
Ancora oggi tanti segni testimoniano l’attualità del suo Messaggio: la recente canonizzazione del suo più illustre convertito San J. H. Newman (alla presenza del Principe ereditario Charles), il processo di canonizzazione di Ignatius Spencer (zio di Sir Winston Churchill ed antenato della principessa Diane) da lui portato nella Congregazione Passionista e da lui designato suo successore della fiorente missione inglese, il continuo pellegrinaggio di sacerdoti e laici, cattolici ed anglicani convertiti nei luoghi viterbesi della sua umile infanzia, il rinnovarsi del pellegrinaggio dei fedeli viterbesi in Inghilterra al santuario (vicino Liverpool) dove è venerato il suo corpo.
Per accedere alla Chiesa di S Giacinta si consiglia di parcheggiare a Valle Faul e prendere l’ascensore di Piazza del Duomo.

Editore e Direttore Editoriale
Mario Mancini, nato in Roma nel 1943, dopo la laurea in scienze geologiche, con tesi in geofisica, nel 1967 e un anno di insegnamento della matematica in un istituto tecnico industriale romano, svolge per un quinquennio la sua professione di geofisico e sismologo prevalentemente all’estero, in particolare in Papua Nuova Guinea presso il Rabaul Central Volcanological Observatory e in Australia nella sezione aviotrasportata a Canberra, in entrambi i casi per la BMR Australia, intervallando le due esperienze con un viaggio di studio in Giappone nell’estate del 1970.
Rientrato in Italia nel 1972, si impiega come geofisico presso la CMP di Roma per la quale lavora per sei anni, con diversi incarichi in Italia e all’estero.
Fin da liceale, nel 1959, aveva conosciuto Tommasa Alfieri e l’Opera Familia Christi da lei fondata. La figura e la spiritualità della Signorina Masa, come i suoi discepoli chiamavano la Alfieri, resteranno per Mancini un fondamentale riferimento per tutta la vita. Laico consacrato nel gruppo maschile dell’opera già dal 1974, nel 1979 fa la scelta di dedicarsi completamente all’Opera e va a vivere nell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana.
Alla morte della fondatrice, nel 2000, l’intero patrimonio dell’Opera passa per testamento all’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri, all’uopo voluta dalla stessa Alfieri e della quale Mancini era stato tra i fondatori.
Per accordi associativi, più tardi violati da persone riuscite ad assumere il controllo dell’associazione, Mancini resta all’Eremo, unica persona a risiedervi in permanenza e a occuparsene.
La nuova gestione dell’associazione, decisa a trasformare la Familia Christi da istituzione prettamente laicale e una confraternita sacerdotale anticonciliare, nel 2005 convince Mancini a dimettersi dall’associazione stessa, in cambio della promessa, purtroppo mai ratificata legalmente, di lasciargli l’Eremo.
Fino fino al 2012, questo luogo, sotto la conduzione di Mancini, che sempre nel 2005 ha fondato l’associazione Amici della Familia Christi e ha registrato presso il Tribunale di Viterbo la testata Sosta e Ripresa, anch’essa fondata da Tommasa Alfieri e della quale Mancini è direttore editoriale, svolge un prezioso compito di Centro di spiritualità e di apertura ecumenica e interreligiosa.
Nel 2012 la confraternita appropriatasi del nome di Familia Christi (poi sciolata dalla Santa Sede con riduzione allo stato laicale di tutti i suoi esponenti) in violazione degli accordi presi a suo tempo ottiene dal Tribunale la restituzione dell’Eremo.
Mancini resta a Viterbo e prosegue il suo impegno ecclesiale in vari uffici diocesani e nel comitato regionale per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso.
