Nel mese di maggio dedicato a Maria, questa particolare devozione popolare, trova espressione più intensa nelle funzioni religiose e nelle processioni nei molti paesi della Tuscia, nelle cui chiese dove vengono conservate sue immagini.
In proposito, i miei ricordi dell’infanzia mi portano a Tarquinia, in particolare nell’antica chiesa di Santa Maria di Valverde.
Ubicata fuori le mura cittadine, distante dal centro circa quattrocento metri. L’8 maggio si raggiungeva a piedi, recitando il santo rosario insieme ai nonni e ai parenti, offrendo a Maria profumatissimi gigli bianchi.
Le prime notizie del santuario risalgono al 1268, quando, si stabilirono, nel convento attiguo alla chiesa, alcuni religiosi provenienti dalle Fiandre. In seguito e per quasi un secoloil complesso religioso, passò ai monaci benedettini di Sassovivo.
La chiesa custodisce un’icona bizantina della Madonna Nera Odigitria (significa “colei che conduce”) con Bambino benedicente, che secondo la tradizione venne portata a Corneto, l’attuale Tarquinia, nel 1189 da un cavaliere tornato dalla Terra Santa dopo la terza crociata.
La devozione a Maria, patrona della cittadina, si è sempre espressa nel particolare amore dei suoi abitanti per quest’icona. Quest’anno, come noto, le disposizioni antiepidemiche per il Covid-19 impediscono le usuali celebrazioni. Oggi si terranno a porte chiuse con collegamenti online. Verrebbe da dire senza i fedeli, ma c’è da credere che sebbene “virtuale” non sarà meno forte l’abbraccio della comunità ecclesiale di Tarquinia alla sua Patrona.
Un abbraccio che sembra condiviso dal risveglio della natura,che torna a profumare le giornate della primavera inoltrata con il fiore per eccellenza, la rosa. E non a caso si chiama rosario, la preghiera che ripete cinquanta volte l’Ave Maria, la prima e più importante invocazione alla madre di Gesù, a colei appunto odigitria, che a suo figlio ci conduce.
Lo ricordò bene Paolo VI con la sua enciclica Mense Maio del 29 aprile 1965, che nel confermare la devozione dei credenti a Maria in questo mese, ribadì con forza che “Maria è pur sempre strada che conduce a Cristo. Ogni incontro con lei non può non risolversi in un incontro con Cristo stesso”.




