Lino Fumagalli, giornalisti

Una santa Messa con una particolare assemblea è stata presieduta dal vescovo di Viterbo, Lino Fumagalli, alla vigilia della memoria liturgica di san Francesco di Sales, che si celebra il 24 gennaio.

Come noto, i giornalisti si sono scelti questo santo come patrono della categoria. Del resto, quando san Giovanni Bosco scelse il nome della congregazione che si accingeva a formare e che aveva tra i suoi scopi proprio la diffusione degli insegnamenti evangelici attraverso i mezzi di comunicazione, volle che fosse formata appunto dai salesiani. Per i giornalisti cattolici, in estrema sintesi, questo compito si realizza o almeno si dovrebbe realizzare, tenendo sempre presente la Parola di Dio come componente essenziale nello svolgimento del proprio lavoro, come confronto continuo e fecondo nella scelta delle parole usate per raccontare e per commentare i fatti.

Proprio questo lavoro fanno gran parte di quanti hanno partecipato al rito di sabato 23, celebrato per iniziativa  dell’ufficio diocesano delle comunicazioni sociali e dall’Unione Cattolica Stampa Italiana di Viterbo, nella chiesa dei santi Valentino e Ilario, della quale è parroco don Emanuele Germani, giornalista anch’egli, che appunto è direttore di tale ufficio diocesano e assistente ecclesiastico dell’UCSI di Viterbo.

Lino Fumagalli, giornalisti
Il vescovo Lino Fumagalli con i giornalisti cattolici, tra i quali Mario Mancini, direttore editoriale di Sosta e Ripresa e presidente emerito dell’Ucsi Viterbo

Il senso di quanto suddetto è stato bene espresso nell’omelia monsignore Lino Fumagalli, che  ha incoraggiato i giornalisti a farsi nel loro lavoro, uno strumento consapevole e preparato del progetto di Dio.

Lia Saraca
Lia Saraca

Al termine della cerimonia la presidente dell’Ucsi-Viterbo, Lia Saraca, ha letto la preghiera dei giornalisti composta da Papa Francesco:

Signore, insegnaci a uscire da noi stessi,

e a incamminarci alla ricerca della verità.

Insegnaci ad andare

là dove nessuno vuole andare,

a prenderci il tempo per capire,

a porre attenzione all’essenziale,

a non farci distrarre dal superfluo,

a distinguere l’apparenza ingannevole dalla verità.

Donaci la grazia di riconoscer le tue dimore nel mondo

E l’onestà di raccontare ciò che abbiamo visto.”

All’uscita il vescovo ha salutato (nel rispetto delle norme anti-covid) i giornalisti presenti.

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