Giovedì 9 maggio 2019 si è svolta nella Chiesa di San Leonardo Murialdo la Veglia di preghiera ecumenica per la concordia e l’unità dei popoli europei, che la Fondazione Europea Insieme per l’Europa organizza nelle principali città europee.
Il Segretario centrale, prof Franco Savi, ha portato il saluto della Fondazione. Erano presenti le principali aggregazioni laicali della Diocesi di Viterbo con il Vescovo, S.E. Mons. Lino Fumagalli, affiancato dal Pope P. Vasile Stefan Bobita, insieme a fedeli e laici per una serata di riflessione ed approfondimento dell’ideale di fraternità e di pace fra popoli di diverse religioni, culture, lingue. Mons Vescovo in un breve intervento ha ricordato le comuni radici cristiane ed il valore della Solidarietà. Numerose sono state le testimonianze, a partire da alcuni dei padri fondatori che hanno ispirato ed avviato questo processo unitario: il Pastore Evangelico D. Bonhoeffer, i laici Cattolici R. Schumann e A. De Gasperi, la Fondatrice del Movimento dei Focolari Chiara Lubich, il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I, fino ai giovani che oggi godono dei benefici umani e culturali di questo processo: fra tutti hanno parlato della loro esperienza un giovane del progetto Erasmus ed una ragazza evangelica del progetto di co-housing della Caritas diocesana.
Per finire un brano di Papa Francesco a Strasburgo per il conferimento del Premio Carlo Magno. Importante la partecipazione della comunità Ortodossa che insieme alla corale ed alla violoncellista, Signora Aniello, hanno musicato gli intervalli fra le letture bibliche.
La recita del Padre nostro, col saluto di Pace e la Benedizione finale hanno concluso una serata vissuta nello spirito di fraterna preghiera.

Editore e Direttore Editoriale
Mario Mancini, nato in Roma nel 1943, dopo la laurea in scienze geologiche, con tesi in geofisica, nel 1967 e un anno di insegnamento della matematica in un istituto tecnico industriale romano, svolge per un quinquennio la sua professione di geofisico e sismologo prevalentemente all’estero, in particolare in Papua Nuova Guinea presso il Rabaul Central Volcanological Observatory e in Australia nella sezione aviotrasportata a Canberra, in entrambi i casi per la BMR Australia, intervallando le due esperienze con un viaggio di studio in Giappone nell’estate del 1970.
Rientrato in Italia nel 1972, si impiega come geofisico presso la CMP di Roma per la quale lavora per sei anni, con diversi incarichi in Italia e all’estero.
Fin da liceale, nel 1959, aveva conosciuto Tommasa Alfieri e l’Opera Familia Christi da lei fondata. La figura e la spiritualità della Signorina Masa, come i suoi discepoli chiamavano la Alfieri, resteranno per Mancini un fondamentale riferimento per tutta la vita. Laico consacrato nel gruppo maschile dell’opera già dal 1974, nel 1979 fa la scelta di dedicarsi completamente all’Opera e va a vivere nell’eremo di Sant’Antonio alla Palanzana.
Alla morte della fondatrice, nel 2000, l’intero patrimonio dell’Opera passa per testamento all’associazione Vittorio e Tommasina Alfieri, all’uopo voluta dalla stessa Alfieri e della quale Mancini era stato tra i fondatori.
Per accordi associativi, più tardi violati da persone riuscite ad assumere il controllo dell’associazione, Mancini resta all’Eremo, unica persona a risiedervi in permanenza e a occuparsene.
La nuova gestione dell’associazione, decisa a trasformare la Familia Christi da istituzione prettamente laicale e una confraternita sacerdotale anticonciliare, nel 2005 convince Mancini a dimettersi dall’associazione stessa, in cambio della promessa, purtroppo mai ratificata legalmente, di lasciargli l’Eremo.
Fino fino al 2012, questo luogo, sotto la conduzione di Mancini, che sempre nel 2005 ha fondato l’associazione Amici della Familia Christi e ha registrato presso il Tribunale di Viterbo la testata Sosta e Ripresa, anch’essa fondata da Tommasa Alfieri e della quale Mancini è direttore editoriale, svolge un prezioso compito di Centro di spiritualità e di apertura ecumenica e interreligiosa.
Nel 2012 la confraternita appropriatasi del nome di Familia Christi (poi sciolata dalla Santa Sede con riduzione allo stato laicale di tutti i suoi esponenti) in violazione degli accordi presi a suo tempo ottiene dal Tribunale la restituzione dell’Eremo.
Mancini resta a Viterbo e prosegue il suo impegno ecclesiale in vari uffici diocesani e nel comitato regionale per l’ecumenismo ed il dialogo interreligioso.

