Una riflessione sul concetto del popolo di Dio come gregge, inteso  come entità omogenea fondata sull’amore,  è stata proposta da padre Ignazio Martelletto, c.s.j. nell’omelia che ha tenuto durante la celebrazione, venerdì 29 maggio, della  Santa Messa che raccoglie ogni mese a Castel d’Asso  i membri dell’Associazione amici del Beato Domenico Barberi,  Padre Ignazio ha perciò posto l’accento su queste due parole,  “amore” e “gregge”., ripetute tre volte da Gesù risorto all’indirizzo di Simone-Pietro dopo il pasto sulle rive del lago di Tiberiade. Perché sono due indicazioni della profondità e dell’ampiezza dei legami di tutta la comunità umana.
In questa prima celebrazione “col popolo” dopo la quarantena (una quarantena doppia perché è durata ottanta giorni), quanti a questa associazione aderiamo, .più uniti anche perché  ammestrati da  questa epidemia,  affratellati da timore, lutto, sofferenza, ricerca di riscatto. È un modo nuovo di sentirci un unico genere umano: “umano” e non solo consumatore globalizzato. E proprio questo riscoperto significato di essere “un unico gregge con un solo pastore” (cfr Gv. 10, 11-16) ci aiuta nella riflessione sul nostro cercare verso una piena comunione con i  “fratelli separati”, sulle orme del  Beato Domenico Barberi, apostolo dell’ecumenismo in Inghilterra, precursore di oltre un secolo di quel movimento ecumenico che il Concilio Vaticano recepì e rese un cardine importante della sua gigantesca riforma interiore della Chiesa cattolica,.

Padre Ignazio ha perciò posto l’accento su queste due parole ripetute tre volte da Gesù risorto all’indirizzo di Simone-Pietro, dopo il pasto sulle rive del Lago di Tiberiade: “amore” e “gregge”. Sono due indicazioni della profondità e dell’ampiezza  dei legami di tutta la comunità umana.

In questa prima celebrazione “col popolo” dopo la quarantena (benchè siano stati 80 giorni, invece di 40) ci ritroviamo un po’ tutti più uniti a causa di questa nuova epidemia affratellati da timore, lutto, sofferenza, ricerca di riscatto.

È un modo nuovo di sentirci un unico genere umano: “umano” e non solo consumatore globalizzato.

Per ascoltare l’omelia di Padre Ignazio clicca sul link del video a cura di Mariella Zadro:

Condividi