A Castel d’Asso è una giornata stupenda: l’aria mite e la natura in boccio di questa primavera anticipata sono un contrasto stridente con l’atmosfera da carcerati che ci condanna reclusi in casa da un mese, per il morbo che ci ha colpito. Ma nonostante questo scenario di natura splendente, nonostante la Grazia di rinnovare i sacri Riti della Passione, la Chiesa deserta, eccetto per il Celebrante e gli inservienti, distilla un palpabile senso di Catacomba, di riunione segreta, di Chiesa in tempo di persecuzione.

Aleggia un senso di precarietà dell’Assemblea dei credenti, di minaccia incombente. E proprio per questo si contrappone un senso di sfida, di appartenenza, di resilienza. Sì, stiamo vivendo sotto la persecuzione di un feroce Tiranno, che come ai tempi dell’impero Romano od in quelli più recenti delle varie dittature, ci impedisce di professare pubblicamente, coralmente la nostra Fede. È un Tiranno che ha la forza espressa nella stessa radice latina del suo nome  “Virus”; subdolo e assassino. Coronavirus.

Oggi facendo Memoria delle sofferenze patite dal Figlio di Dio, sentiamo più che mai la vicinanza di Dio, che si è fatto Sofferenza, per sconfiggere la sofferenza. Avvicinandoci alla sofferenza siamo più vicini a Lui ed al suo amore infinito.

https://youtu.be/VR-U14o0Rcc

 

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